S.V.T.

 

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SUPPORTO VITALE DI BASE NEL PAZIENTE TRAUMATIZZATO

INTRODUZIONE

Il trauma rappresenta, nei paesi industrializzati, la prima causa di morte nella popolazione di età inferiore ai 40 anni. Il trauma, inoltre, ha spesso esiti più o meno gravemente invalidanti. L’analisi della distribuzione della mortalità a seguito di evento traumatico ha evidenziato 3 picchi di incidenza: il primo picco si realizza entro pochi secondi o minuti e risulta conseguenza di lesioni gravissime a carico del sistema nervoso centrale, cuore e grossi vasi. Si tratta di morti non evitabili se non grazie all'adozione di specifiche misure preventive (es., cinture di sicurezza, air bag, educazione stradale etc.); il secondo picco, (circa 1/3 di tutte le morti conseguenti a trauma) si verifica nella prima ora successiva all'evento traumatico stesso (golden hour). I pazienti, pur presentando lesioni non immediatamente incompatibili con la vita, vanno incontro a morte per non adeguato trattamento. La sopravvivenza, infatti, aumenta considerevolmente se i pazienti ricevono un trattamento definitivo qualificato ma soprattutto tempestivo. Trattasi pertanto di morti che possono essere definite come morti evitabili.il terzo picco, invece, si realizza a distanza di giorni o settimane dall'evento traumatico, per complicanze o evolutività in senso peggiorativo delle lesioni riportate. Un soccorso extraospedaliero inadeguato nei tempi è pertanto sicuramente responsabile di una certa percentuale di morti altrimenti evitabili; inoltre, un soccorso non qualificato può esso stesso essere causa di morte o di invalidità, quando non vengano eseguite o vengano eseguite scorrettamente manovre salvavita e di estricazione/ immobilizzazione. In altri termini occorre impedire che vengano introdotti in fase di soccorso ulteriori elementi lesivi per il paziente traumatizzato. Pertanto, l’obiettivo di un ottimale soccorso extraospedaliero è rappresentato dalla riduzione della mortalità e degli esiti invalidanti conseguenti ad un evento traumatico, procedendo a: rapida valutazione della scena e del paziente tempestivi ed appropriati interventi terapeutici finalizzati a garantire il supporto delle funzioni vitali accesso precoce all'ospedale più idoneo al trattamento definitivo del paziente traumatizzato. 

LA CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA NEL TRAUMA

Trattamento Preospedaliero

1) ALLARME ALLA CENTRALE OPERATIVA 118 - (1 1 2 ) 

2) TRIAGE E TRATTAMENTO SUL POSTO

3) TRASPORTO AD IDONEO OSPEDALE DI DESTINAZIONE

4) TRATTAMENTO OSPEDALIERO

ALLARME ALLA CENTRALE OPERATIVA 118

Il primo anello della catena è rappresentato dal precoce allertamento del sistema di emergenza attraverso una telefonata alla Centrale Operativa del 118 da parte di testimoni o di persone direttamente coinvolte nell'evento. La Centrale Operativa 118, raccolti i dati necessari, provvede ad inviare sul luogo dell’evento le risorse più idonee al soccorso. Infatti, attraverso l’intervista telefonica, la Centrale Operativa 118 raccoglie notizie relative al luogo dell’evento e, se possibile, anche informazioni riguardo alla dinamica, al numero ed al tipo di mezzi coinvolti nell’evento, al numero ed alle condizioni dei feriti. Sarà cura della Centrale Operativa organizzare la riposta più adeguata in base alle risorse disponibili anche allertando precocemente altri enti necessari per l’ottimale e tempestivo soccorso (forze dell’ordine, vigili del fuoco….)

TRIAGE E TRATTAMENTO SUL POSTO

Il secondo anello della catena è relativo alla necessità, giunti sul luogo dell’evento traumatico e valutata la scena, di stabilire la priorità di trattamento, dettata dal numero dei pazienti oltre che dalle condizioni degli stessi (triage sulla scena). Sulla base delle priorità si provvede pertanto agli interventi terapeutici finalizzati alla salvaguardia delle funzioni vitali e all’adozione delle necessarie misure d’immobilizzazione.